La Dieta DASH – acronimo che sta per Dietary Approaches
to Stop Hypertension, ovvero approcci dietetici per combattere
l’Ipertensione – è un regime alimentare sviluppato dall’U.S. National
Institutes of Health per mantenere cuore e apparato cardiovascolare in
salute, soprattutto in condizioni di pressione arteriosa elevata.
Lontana dalle campagne mediatiche, dalle tendenze
dell’ultima ora e dai lustri dei social, la dieta DASH ha conquistato un posto
di assoluto rilievo nell’attuale panorama dietetico e clinico.
Oltre ad offrire una vera e propria terapia nutrizionale
per l’Ipertensione,
la dieta DASH si è rivelata particolarmente efficace anche nel prevenire e
controllare patologie cronico-degenerative come l’osteoporosi, il cancro,
le patologie cardiovascolari ed il diabete.
Non di meno, in declinazioni leggermente diverse, la DASH ha
ottenuto importanti successi nel trattamento dell’obesità e del sovrappeso,
offrendo notevoli proprietà dimagranti. Per questi motivi la Dieta DASH è oggi
molto apprezzata dalla comunità scientifica, ricevendo riconoscimenti da
diversi enti, tra i quali l’American Heart
Association.
COM’E’ NATA LA DIETA DASH
La Dieta DASH è stata proposta per la prima volta nel 1996
in occasione di un congresso dell’American Heart Association e pubblicata
nell’anno successivo sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine.
Per mettere a punto questa proposta, e valutare se e come un
particolare tipo di alimentazione potesse modificare la Pressione Arteriosa,
i ricercatori hanno coinvolto oltre 450 persone e le hanno seguite per 8
settimane. Tutti i partecipanti sono stati suddivisi in 3 gruppi omogenei:
- nel primo gruppo (gruppo di controllo) le
persone continuavano a seguire l’abituale regime alimentare tipico degli Stati
Uniti;
- nel secondo gruppo (gruppo frutta e verdura),
pur continuando a seguire l’abituale stile alimentare, i partecipanti dovevano
ridurre il consumo di snacks e aumentare il quantitativo di frutta e verdura;
- nel terzo gruppo (gruppo di intervento
nutrizionale), la dieta abituale veniva sostituita con un’alimentazione
ricca di verdura, frutta, prodotti integrali, frutta secca a guscio e latticini
con un ridotto contenuto di grassi. Veniva inoltre ridotto significativamente
il consumo di prodotti ricchi di grassi animali e colesterolo.
Nonostante non siano state osservate variazioni nel peso, la
dieta del gruppo di intervento nutrizionale (gruppo 3) è risultata in grado di
ridurre maggiormente la Pressione Arteriosa in confronto alle altre due diete,
già dopo 2 settimane. In particolare, la dieta seguita dal terzo gruppo,
definita in seguito Dieta DASH, era in grado di ridurre mediamente di
5,5mmHg la pressione sistolica e di 3mmHg la diastolica.
Il risultato ottenuto dopo aver seguito per 8 settimane la
Dieta DASH era analogo a quello osservato nei pazienti che seguivano un
trattamento farmacologico di fase I per l’Ipertensione.
Questo risultato, e le conferme prodotte in ricerche
successive, hanno contribuito ad affermare il ruolo che può avere
l’alimentazione nel prevenire e migliorare alcune condizioni patologiche, come
l’Ipertensione.
La dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) è
stata classificata come la migliore e più sana contro l’Ipertensione e il
diabete per 3 anni consecutivi. È stato dimostrato che riduce la Pressione Arteriosa
e il colesterolo, come anche è ottima da seguire in caso di presenza di alcune
patologie.
Un altro caposaldo della DASH è evidentemente l’attività
fisica, binario che corre parallelamente alla dieta nel preservare lo stato di
salute.
COME PIANIFICARE UN MENÙ DASH?
La Dieta DASH non richiede l’utilizzo di alimenti
speciali o ricette articolate, ma è basata sulla presenza più frequente di
alcune categorie di prodotti e la riduzione di altre per un totale di circa
2000Kcal al giorno.
Quali alimenti preferire?
In generale, questa dieta prevede l’assunzione di molta
frutta e verdure non amidacee, ma anche porzioni moderate di prodotti
lattiero-caseari senza grassi, cereali integrali, carni magre, pollame,
fagioli, soia e cibi a base di uova o sostituti delle uova, pesce, noci e semi,
grassi sani per il cuore come l’olio d’oliva.
Verdura e frutta contengono naturalmente pochissimo sodio
e abbondante potassio, pertanto, un’alimentazione in cui i vegetali sono
abbondanti, permette automaticamente di ridurre l’apporto di sodio ed aumentare
il potassio. Inoltre, l’utilizzo di aromi e spezie rende i piatti saporiti
permettendo di ridurre il quantitativo di sale utilizzato.
Riassumendo:
- Cereali, preferendo quelli integrali e a
chicco piuttosto che le farine e non superando le 3 porzioni al giorno;
- Verdure e ortaggi, naturalmente ricche in
potassio e magnesio, per almeno 3 porzioni al giorno;
- Frutta, da utilizzare preferibilmente
come spuntino e merenda, e da consumare, ove possibile, con la buccia
per 2-3 porzioni al giorno;
- Carne magra, pollame e pesce, puntando
sempre ai tagli ed alle varietà più magre, e da abbinare sempre ad un contorno
di verdure. Preferire il più possibile pesce ricco di Omega 3 e
mantenersi complessivamente entro le 2 porzioni, ossia non più di 200g per
la carne e 300 per il pesce;
- Frutta a guscio, semi e legumi, ricchi in
acidi grassi essenziali, magnesio e potassio, per un totale di 4-5 porzioni a
settimana;
- Latte e derivati, preferendo
evidentemente quelli magri e lo yogurt, per non più di 2 porzioni al giorno
e preferibilmente non tutti i giorni;
- Grassi e oli da condimento, cercando di
privilegiare il consumo di olio extravergine di oliva o oli ad alto tenore di
acidi grassi monoinsaturi per massimo 2-3 porzioni al giorno.
Quali alimenti limitare?
Sale, grassi animali, zucchero, insaccati e affettati, prodotti lavorati e ricchi di additivi. Limitare il consumo di cibo preparato con cereali raffinati come pane bianco e dolci.
Infine, poiché la principale fonte di sodio nella dieta è
rappresentata dagli alimenti lavorati come insaccati, formaggi stagionati,
piatti già pronti e alcuni prodotti industriali da forno, riducendo il più
possibile queste categorie sarà più facile controllare il sodio nei propri
menù.
LA DIETA DASH HA CONTROINDICAZIONI?
A chi vuole utilizzare la dieta DASH per controllare i suoi
problemi di salute, consigliamo in ogni caso di rivolgersi sempre al proprio
medico o nutrizionista. Come per qualsiasi protocollo dietetico, vi saranno
degli alimenti indicati ed altri a cui invece dovrai rinunciare.
In generale la dieta Dash non presenta grandi
controindicazioni, se non il fatto che il fai da te è sconsigliato. Se volete
abbassare la Pressione Arteriosa e perdere peso (l’obesità è una tra le
principali cause di rischio ICTUS) è fondamentale rivolgersi ad un esperto
che stilerà un piano personalizzato in base ad età, attività svolte, analisi
del sangue, valori della Pressione Arteriosa, se si soffre di patologie o se si
assumono farmaci.